L’Aquarius non vuol spostarsi “Sbarco in Spagna? Idea folle”

Sulla vicenda della Aquarius, ancora ferma al largo di Malta, arriva la svolta.

Dopo le generiche pressioni della Ue e di Berlino, che però non si sono assunte la responsabilità di accogliere i migranti, ora la Spagna rompe il silenzio europeo e si propone come porto “sicuro” dove far sbarcare i profughi. Il premier Pedro Sanchez ha dato istruzioni affinché l’isola iberica accolga gli immigrati che né l’Italia né La Valletta intendevano far sbarcare.

Sos Mediterranée non ha ancora ricevuto istruzioni, ma politicamente la partita è chiusa. Salvini sembra aver vinto la sua battaglia e la Marina italiana scorterà la nave fino alle coste spagnole. Anche se dall’Aquarius non sembrano entusiasti, come racconta Annelise Borges, corrispondente di Euronews che oggi si trova a bordo della nave: “Si tratterebbe – scrive Borges- di affrontare un viaggio dai 3 ai 5 giorni, e il meteo è in peggioramento. Sarebbe un rischio per tutti: sono previste nei prossimi giorni onde alte due metri e pilotare una nave in quelle condizioni è una idea folle”. Mal governo insiste: “Attraverso una nave della marina militare e una della guardia costiera l’accompagneremo in pochissimo tempo, credo nei prossimi giorni”, spiega il ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli, “Già domattina manderemo una motovedetta con viveri e una squadra di medici”.

In mattinata erano arrivati segnali dalla Spagna sia da Barcellona che da Valencia. “Metteremo in moto ogni dispositivo affinché, se non ci sono altre possibilità, Valencia sia il luogo di approdo di questa nave”, aveva detto il sindaco di Valencia, Joan Ribó, come riporta quotidiano Abc. Il Comune aveva espresso “la volontà di lavorare in questa direzione”, ma attendeva una decisione dal governo centrale di Madrid. Risoluzione che è arrivata. Sanchez, appena succeduto a Mariano Rajoy, si è dichiarato pronto a prendersi la responsabilità di aprire i pontili spagnoli. “È nostro dovere contribuire ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”, ha detto il primo ministro indicando Valencia come luogo dove potrebbe approdare l’imbarcazione umanitaria.

Sulla stessa lunghezza d’onda, il sindaco di Barcellona, Ada Colau, aveva offerto l’approdo ai 629 migranti a bordo della nave della ong francese Sos Mediterranee. “Prima di tutto bisogna salvare vite umane – ha fatto sapere il sindaco – Le città devono rispettare i diritti umani. Barcellona e Madrid già stanno facendo accoglienza con le proprie risorse e vogliamo farlo bene: vogliamo organizzarci con le altre città e il governo di Spagna”. Così è stato.

Salvini chiude i porti, Malta non cede
Salvini dunque canta vittoria. Il ministro stamattina era stato chiaro: non ha nessuna intenzione di riaprire i porti, né oggi ne in futuro. Anzi: si è detto pronto a non “piegare la testa” neppure di fronte al fatto che presto arriverà anche la Sea Watch 3 con 800 immigrati caricati al largo delle coste libiche. La linea della Lega, spiegata da Centinaio, è semplice: “Blindare i porti italiani finché l’Ue non decide”.

L’annuncio della Spagna per Salvini vale quindi come un primo touchdown. Il motivo? Ha smosso le acque stagnanti delle diplomazie europee. Nei giorni scorsi, subito dopo aver fatto trapelare la linea dura sui migranti, il ministro aveva infatti attaccato i partner dell’Ue, incapaci di mostrare umanità, pronti a bacchettare il Belpaese ma mai propensi a far sbarcare i migranti nelle proprie città costiere. “Nel Mediterraneo – scriveva su Facebook il ministro dell’Interno – ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi”. È questo il punto, non tanto essere riusciti a dirottare una nave Ong: il leghista sperava di ottenere la solidarietà di un vicino europeo. E Madrid sembra essere caduta nella “trappola”

Ora infatti il ministro può rivendicare di essere riucito a mettere gli Stati Ue di fronte alle loro responsabilità dopo anni in cui tutto è stato lasciato nelle mani dell’Italia. “Grazie Spagna – ha infatti dichiarato a caldo Giuseppe Conte da Accumoli – l’Ue inizia a farsi carico del problema. Avevamo chiesto un gesto di solidarietà all’Europa, e questo gesto di solidarietà è arrivato”.

ilgiornale.it

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