I francesi non possono dirci come accogliere gli immigrati

Tutti pontificano, nessuno fa nulla. Già perché fino ad ora il problema immigrazione è stato gestito solamente dall’Italia. Per questo motivo, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha deciso di alzare i toni: il nostro Paese non può farsi carico delle migliaia di migranti che ogni anno raggiungono il nostro Paese.

Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi“, così Salvini sulla sua pagina Facebook.

Oggi la Spagna sta vivendo il suo momento di gloria. Ma è solo una questione di facciata. Mentre accoglie 600 migranti ne blocca a Ceuta migliaia. Un doppiopesismo che dimostra come, ancora una volta, i migranti vengano usati (soprattutto dalla sinistra radical chic) con fini politici.

Stesso discorso per la Francia. Il presidente Emmanuel Macron parla di “irresponsabilità e cinismo” e Parigi stoppa la Corsica non appena questa si offre di accogliere l’Aquarius. Non a caso, il ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio ha detto: “Proprio loro (i francesi NdR) parlano…”.

Negli ultimi anni, infatti, la Francia ha dimostrato che la sua maggior preoccupazione è quella di tenere i confini blindati. E i casi in questo senso sono molti. Siamo a inizio dicembre dell’anno scorso, il freddo comincia a farsi sentire e i migranti provano a raggiungere la Francia da Ventimiglia. La risposta del governo francese è durissima: un muro di agenti blocca l’ingresso nel Paese. I responsabili dell’Oxfam parlano di una “situazione sempre più drammatica”.

A fine marzo cinque agenti della polizia doganale francese entrano in Italia, raggiungono un centro per miganti a Bardonecchia e costringono un nigeriano, sospettato di essere uno spacciatore, al test delle urine (Guarda il video).

L’Ong Rainbow4Africa parla di “grave ingerenza nell’operato delle Ong e delle istituzioni italiane”. Scoppia il caso politico. Il ministro dell’Interno Marco Minniti parla di “fatti gravi” e convoca l’ambasciatore francese. Sale la tensione e la Francia dimostra ancora una volta che il suo unico obiettivo è quello di proteggere i confini. Un obiettivo sacrosanto, per carità. Ma allora non si capisce perché poi Parigi pretenda l’opposto dagli altri Paese.

E ancora. Pochi giorni prima dei fatti di Bardonecchia, una migrante di origine nigeriana con un grave linfoma viene respinta alla frontiera. È incinta. Un mese dopo morirà all’ospedale sant’Anna di Torino. Paolo Narcisi, presidente dell’Ong Rainbow4Africa, commenta così il fatto: “Le autorità francesi sembrano avere dimenticato l’umanità”.

Ma non solo. Una guida alpina francese rischia ancora cinque anni di carcere per aver soccorso una donna all’ottavo mese di gravidanza che cercava di attraversare il confine.

A inizio aprile, invece, hanno fatto il giro del mondo un video in cui si vedono alcuni poliziotti francesi scaraventare una migrante incinta giù dal treno (Guarda il video).

E potremmo andare avanti a lungo. Parigi quindi predica bene, ma razzola (molto) male.

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