Vescovi affaristi difendono le Ong: “No chiusura delle frontiere, no barriere”.

Business dell’accoglienza, i vescovi affaristi della Cei, mandanti morali dei trafficanti di carne umana che guadagnano milioni di euro sui migranti, dunque anche responsabili dei morti in mare, difendono le Ong scafiste complici attive delle mafie nordafricane: “No alla chiusura delle frontiere, no ad alzare le barriere”.

Roma, 19 lug – Ancora una volta il Vaticano entra a gamba tesa sul fronte immigrazione, schierandosi con le Ong e con i trafficanti di esseri umani che il governo italiano sta cercando di contrastare. La pesante ingerenza arriva con una lunga nota della Conferenza episcopale italiana che prende spunto dalle immagini del salvataggio di una immigrata da parte della Ong Proactiva Open Arms. “Gli occhi sbarrati e lo sguardo vitreo – scrivono i vescovi italiani – di chi si vede sottratto in extremis all’abisso che ha inghiottito altre vite umane sono solo l’ultima immagine di una tragedia alla quale non ci è dato di assuefarci. Ci sentiamo responsabili di questo esercito di poveri, vittime di guerre e fame, di deserti e torture. È la storia sofferta di uomini e donne e bambini che – mentre impedisce di chiudere frontiere e alzare barriere – ci chiede di osare la solidarietà, la giustizia e la pace”.

I vescovi dicono che non hanno intenzione di “volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi” perché “non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte, determino le nostre risposte, alimentino un clima di diffidenza e disprezzo, di rabbia e rifiuto”.
Per questo, “animati dal Vangelo, continuiamo a prestare la nostra voce a chi ne è privo. Camminiamo con le nostre comunità cristiane, coinvolgendoci in un’accoglienza diffusa e capace di autentica fraternità. Guardiamo con gratitudine a quanti – accanto e insieme a noi – con la loro disponibilità sono segno di compassione, lungimiranza e coraggio, costruttori di una cultura inclusiva, capace di proteggere, promuovere e integrare“, conclude la nota della Cei.

Insomma, i vescovi stanno con le Ong, contro il governo italiano. Il dato politico è questo. Ma se la Chiesa ha il dogma della carità, e non può dire altrimenti che “salviamoli tutti, accogliamoli tutti” (salvo poi guardarsi bene da far entrare immigrati in Vaticano), le navi dei trafficanti di esseri umani si rendono colpevoli purtroppo di continue morti in mare, “salvando” i clandestini dalla guardia costiera, che li riporterebbe in terra africana. Schierarsi con questi personaggi è grave. Perché nessuno più crede alla buona fede dei vescovi che ritengono le Ong investite di carità cristiana, tanto da strappare i clandestini dagli abissi (quando in realtà se li fanno recapitare dagli scafisti). Il punto è: perché stavano in mare, quegli immigrati? La carità è anche aiutarli a casa loro, come fanno tanti missionari che spesso rischiano la vita.

Di Adolfo Spezzaferro

Con fonte Il Privato Nazionale

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