Saviano dà del mafioso a Salvini! Lo chiama Ministro della Mala Vita, trasudando odio da tutti i pori.

Quando si passa troppo tempo in mare alle volte si possono avere allucinazioni, trip mentali, paranoie, le onde a furia di dondolare il cervello confondono le sinapsi. In verità chi parla e difende i barconi, passa più tempo su Facebook o comunque sulla carta, stampata e non, e credo non abbia ancora messo realmente il proprio corpo a disposizione della causa.

Per carità, criticare il Ministro Salvini è legittimo, essere in idiosincrasia col suo pensiero anche, volere accogliere tutto il resto del Mondo annacquando le prerogative di un Paese con i suoi cittadini, pure. Anzi, lo abbiamo visto miseramente fare in questi anni, non per nulla è giunto il verdetto del corpo elettorale.

Ma sentite come sbrocca il Roberto Saviano difensore degli ultimi: “Ministro della Mala Vita, sui morti in mare parla di ‘bugie e insulti’, ma con quale coraggio? Confessi piuttosto: quanto piacere le dà la morte inflitta dalla guardia costiera libica, sua (mi fa ribrezzo dire ‘nostra’) alleata strategica? Lei che sottolinea continuamente di essere padre, ‘da papà’ quanta eccitazione prova a vedere morire bimbi innocenti in mare? Ministro della Mala Vita, l’odio che ha seminato la travolgerà. (…)”

Curioso come chi predichi la politica del non odio, poi inveisca con così tanta bassezza, ingiustificata veemenza, contro un leader di partito che sta facendo così bene il suo lavoro, che i sondaggi lo danno doppio rispetto alle ultime elezioni.

Quindi l’Italia di colpo s’è svegliata razzista? Xenofoba? Ci sono milioni di imbelli che guardano la diretta dell’affogo? Che tifano come ad una partita di calcio per le morti? Saviano è tetro, gioca con lo sproloquio apostrofando una realtà che non esiste, eppure disseminata in ogni angolo delle sue iridi dove riesce a vedere solo rabbia e frustrazione. Il suo apporto al dibattito è nullo, il suo racconto della verità inesistente e forse, cercando un po’ d’onestà intellettuale, qualche giurista la spaccerebbe per inesigibile.

Quante meno persone si metteranno in viaggio su gommoni improbabili in viaggi impervi, tante meno in proporzione rischieranno di morire. Non vogliamo raccogliere cadaveri, così come non vogliamo aprire le porte indistintamente senza una sostenibilità sociale ed economica.

Se Saviano prendesse un caffè col Ministro Salvini, credo che a tavolino arriverebbe anche lui a questo assunto. Ma Saviano odia. Odia in maniera feroce: “(…)Si metta l’anima in pace, signor Ministro della Mala Vita, fin quando avrò energia in corpo, fiato in gola e lettere sotto le mie dita, non smetterò mai di contrastare le sue dichiarazioni vili e bugiarde, le sue politiche criminali che si mantengono su un continuo, perenne e spossante incitamento all’odio. Le posso assicurare, Ministro della Mala Vita, che siamo tanti, e non le consentiremo di smantellare lo Stato di Diritto: dovrà passare sui nostri corpi.”

E forse, per la legge del rispecchiamento, vede in Salvini solo il riflesso della sua angoscia interiore. Credo che Matteo non sia il lupus in fabula, e Roberto un lupo di mare.

ilpopulista.it

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