La Dia sbugiarda la piddina Elisabetta Gualmini: “L’immigrazione è il maggior business per le mafie straniere”

Lunedì 16 luglio durante il programma su Rete 4, Stasera Italia, il delirio della deputata del Partito Democratico Elisabetta Gualmini (vedi la replica qui). La professoressa, guai a chiamarla la signora perché si offende, parlando di immigrazione a negato l’evidenza, cioè la schifosa business che c’è dietro i migranti e delle cooperative rosse, ha dichiarato: “Io rifiuto l’equazione immigrazione-business. Basta con questi luoghi comuni che i migranti pagano gli scafisti. La narrazione che c’è business e le cooperative guadagnano, è inaccettabile”. Peccato però che la Direzione Investigativa Antimafia non sia dello stesso parere: “L’immigrazione e la tratta di persone è uno dei maggiori business della criminalità straniera in Italia”.

Roma, 18 lug – Non azzardatevi a dire che l’immigrazione è un business vergognososulla pelle degli italiani e degli immigrati stessi. Altrimenti i buonisti di tutto il mondo uniti vi bolleranno con gentili epiteti: razzisti, xenofobi, populisti e chi più ne ha più ne suggerisca per il grande calderone della fuffa benpesante. Ovviamente noi ce ne freghiamo degli strilloni patetici e lo affermiamo eccome: l’immigrazione è un business. Peccato che adesso gli stessi strilloni buonisti dovranno bollare come razzista, populista e via dicendo, anche la Dia (la Direzione investigativa antimafia).

“Per le organizzazioni criminali straniere in Italia il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con tutta la sua scia di reati ‘satellite’, per le proporzioni raggiunte, e grazie ad uno scacchiere geo-politico in continua evoluzione, è oggi uno dei principali e più remunerativi business criminali”. A denunciarlo è proprio la Dia nel suo rapporto semestrale che specifica inoltre, riguardo appunto a questo business, che “troppe volte si coniuga tragicamente con la morte in mare di migranti, anche di tenera età”. Letto bene? Favorire l’immigrazione clandestina provoca spesso la morte in mare degli immigrati, anche bambini. Esattamente il contrario quindi di quanto sostenuto dalle Ong e dai Saviano di turno.

Il dettagliato rapporto della Dia fornisce però un quadro ancora più dettagliato: “In tale contesto – si legge nella relazione della Direzione antimafia- il traffico di stupefacenti, quello delle armi, i reati concernenti l’immigrazione clandestina e la tratta di persone da avviare alla prostituzione e al lavoro nero (anche attraverso il “caporalato”), la contraffazione, i reati contro il patrimonio e i furti di rame, sono solo alcuni dei settori dell’illecito maggiormente rappresentativi dell’operatività della criminalità straniera in Italia”. Insomma, agevolare i flussi migratori dall’Africa è il miglior assist che si possa fare alle organizzazioni mafiose. Nulla di nuovo per noi e per molti dei nostri lettori. Forse però adesso qualche cocciuto sostenitore della tesi contraria inizierà ad aprire gli occhi. Forse.

di Eugenio Palazzini

con fonte IL Primato Nazionale

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