Fvg, è iniziata la rivoluzione di Fedriga: welfare, sussidi, case popolari prima agli italiani e lotta all’immigrazione

Dopo l’importante vittoria in Friuli Venezia Giulia, il governatore leghista Massimiliano Fedriga inizia la sua rivoluzione, Iniziata ieri con la cancellazione delle criminali politiche gender imposte da Serracchiani. Il nuovo programma di Fedriga è incentrato sulla priorità ai cittadini Italiani, sul welfare, sui sussidi e soprattutto sulle case popolari che ora andranno prima ai friulani, quelli veri. Immancabile il tema sulla lotta all’immigrazione clandestina. Tutto il contrario della politica disastrosa del Partito Democratico.

Welfare e case popolari – In tema di servizi sociali, edilizia agevolata e pure di sostegno al reddito per Fedriga «va premiato chi ha costruito e fatto crescere, con fatica, la nostra regione».
Cioè vanno agevolati nell’accesso ai diversi strumenti quei cittadini «che vivono da più tempo in Fvg» con la stella polare leghista che resta sempre quella «dei 10 anni di residenza». Questo perché è vietato privilegiare gli italiani in Italia e, quindi, si devono inventare modi di aggirare questo assurdo divieto.
Certo, l’obiettivo non è facile. Un tetto simile è già stata cassato dalla Corte costituzionale all’epoca di Renzo Tondo e una manciata di giorni or sono (ma in quel caso si discuteva di asili nido) la Consulta è intervenuta bocciando la legge di Luca Zaia che, in estrema sintesi, favoriva gli italiani.

«Troveremo una soluzione che escluda la possibilità di un’impugnativa da parte del Governo – ha detto il presidente, ma se al governo c’è Salvini..allora il problema nemmeno si pone –. Penso, ad esempio, a un sistema fortemente premiale legato agli anni di residenza in Fvg che garantisca, al momento della definizione delle graduatorie, un ampio vantaggio ai cittadini friulani. Una politica valida anche per la misura di sostegno al reddito che, inoltre, andrà modificata per concentrare maggiori risorse sulle politiche attive del lavoro».

Immigrazione e sicurezza – Comunicata al governo uscente l’intenzione di porre fine al sistema di accoglienza diffusa «bocciato senza appello da una larghissima fetta della cittadinanza» scegliendo un sistema di centri chiusi per l’immediata espulsione con una parallela richiesta di controllo dei confini, Fedriga, parte dal concetto secondo cui «chi entra illegalmente nel nostro Paese commette un reato» e quindi deve essere espulso. I centri devono essere luoghi di transito verso l’espulsione, non case vacanza.

Quanto alla sicurezza, il presidente chiederà «un maggiore dispiegamento di forze dell’ordine» con una parallela valorizzazione «della polizia locale attraverso il ripristino e il potenziamento degli standard minimi di servizio funzionali alla copertura di almeno tre turni, modulati sulle 24 ore, per i corpi che dispongano di più di 100 operatori, per 365 giorni all’anno». Personale che dovrà girare armato, anche di notte, mentre è prevista anche l’implementazione del sistema di telecamere favorendo i controlli sul territorio.

Con fonte Il Messaggero Veneto

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