Niente lista dei Ministri Cottarelli verso la rinuncia, continua la pagliacciata al colle!

Siamo alle comiche, pagliacciata al Colle: manca una lista dei ministri, secondo fonti del Quirinale ci sarebbero problemi. Cottarelli verso la rinuncia. Si affaccia la strada delle anticipate già a luglio.

Tutto rimandato a domani. Carlo Cottarelli ha lasciato il Quirinale allo stesso modo in cui era arrivato: in silenzio. Un silenzio eloquente che la dice lunga sullo stallo che è venuto a crearsi al Quirinale.

L’incontro di oggi pomeriggio con Sergio Mattarella non ha dato alcun frutto. “Ci sono problemi con la lista dei ministri”, fanno sapere fonti vicine al Colle. A questo punto il capo dello Stato riceverà di nuovo il premier incaricato domani che però, secondo fonti parlamentari, sarebbe sempre più orientato a rinunciare al mandato. Si fa così strada l’ipotesi di anticipare con un decreto le elezioni già a luglio. Un’eventualità che di fatto ridisegnerebbe ulteriormente il quadro politico.

Mezz’ora di faccia a faccia. Poi i corazzieri, che presidiano la porta che conduce “alla Vetrata”, hanno lasciato la postazione. Un segnale che ha anticipato, senza l’esigenza di comunicati stampa o di annunci formali, il rientro del presidente della Repubblica nel suo studio privato. Al tempo stesso Cottarelli lasciava il Quirinale e rientrare alla Camera per rimprendere a lavorare sulla lista dei ministri. Che la strada sia tutta in salita, non è certo un mistero. L’esecutivo del presidente partirà (se mai dovesse arrivare al voto di fiducia) senza una maggioranza. Alla fine, non lo appoggerà nemmeno il Partito democratico. E tutto questo lo rende molto debole. La fine repentina del colloquio di oggi pomeriggio è dovuta alla necessità di una ulteriore verifica sui nomi dei ministri. Rottura suffragata dalla notizia, diffusa dal Quirinale, di un nuovo incontro domani. Ma già circola con insistenza l’ipotesi che, a fronte di una volontà dei partiti di andare a elezioni anticipate entro fine luglio o ai primi di agosto, Cottarelli possa rinunciare ad assumere l’incarico di formare il governo.

Le principali forze politiche stanno già scaldando i motori. La data che circola con insistenza tra i corridoi è il 29 luglio. “Se c’è l’accordo – ha detto il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, prima dell’incontro tra Mattarella e Cottarelli – si può fare”. L’unica soluzione percorribile è quella di un decreto che anticipi il voto scavalcando quanto stabilito dalla Costituzione. Un’ipotesi condivisa anche dal Carroccio e dal Movimento 5 Stelle che, dopo la frattura con il Quirinale, scalpitano per tornare alle urne. “Sarebbe stato più responsabile far partire il governo – ha commentato Luigi Di Maio – ma siamo pronti ad andare al voto”“Vi manderemo ancora una volta a casa”, ha fatto eco il presidente dei senatori leghisti, Gian Marco Centinaio.

Con fonte Il Giornale

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