Che disastro Mattarella Un manager verrebbe licenziato. Dopo lo spread il caos Cottarelli

Presidente Sergio Mattarella, ma si rende conto dei guai che sta provocando la sua improvvida, arbitraria e illegittima decisione di cassare il governo giallo-verde di Di Maio e Salvini già pronto a giurare e a operare, forte di un contratto già approvato addirittura dalle rispettive basi elettorali?

Stamane, a causa dell’instabilità politica conseguenza del vuoto di potere da lei provocato, i mercati finanziari hanno cominciato a speculare al ribasso contro l’Italia e lo spread  è volato. E nel tardo pomeriggio il suo jolly Cottarelli, mister spending review, tirato fuori in poche ore dal suo cilindro con ostentato orgoglio e dispetto, quasi per fargliela vedere a quei due giovanotti scostumati e populisti che volevano al Tesoro quel demonio antieuropeo di Savona, viene al Colle e le confessa candidamente che nessun serio ex prefetto o magistrato in pensione vuole far parte della sua squadra in un governo del presidente così insignificante e  poco rappresentativo da  indirizzarsi spedito verso una bocciatura con zero voti in Parlamento. Una Caporetto senza precedenti.

Che disastro, che sconfitta istituzionale e personale, caro Presidente. E dire che solo 48  ore fa  lei aveva a portata di mano un governo con una maggioranza piena, messo in piedi con gran fatica, sacrificio  e senso dello Stato dai due leader dei partiti che hanno vinto le elezioni. Se avesse con i suoi collaboratori analizzato gli scenari e le conseguenze delle sue scriteriate decisioni forse avrebbe evitato questa figuraccia. Sua e dell’Italia. Che fa seguito a tre mesi di ammuine sul suo Colle, figlie della sua amletica afasia e paralizzante indecisione.

Se fosse il capo di un’impresa privata, davanti a cotanto disastroso fallimento gestionale i suoi azionisti l’avrebbero immediatamente messa alla porta. Ma lei è il capo dello Stato e i suoi azionisti sono i partiti che l’hanno votata, che tacciono imbarazzati. Ma i veri azionisti sono indirettamente i cittadini, il popolo italiano, in nome del quale il Presidente della Repubblica e rappresentante dell’unità della nazione, è chiamato ad operare. E i cittadini, attraverso i social network, da giorni stanno chiedendo le sue dimissioni.

Faccia un salto in internet, presidente, capirà la rabbia e lo sconcerto che maturano nei suoi confronti. E ci pensi, presidente. Anche perché, verosimilmente, visto il disastro politico, lei neanche dopo il voto riuscirà a rappattumare i rapporti con i partiti e riprendere in mano il bandolo della matassa politica e istituzionale. Ci pensi presidente, il popolo italiano le sta già dicendo: non ci sto.

affaritaliani.it

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