Don Carlo chiede fondi al Governo per agevolare i padri divorziati e senza lavoro, lo Stato risponde di no: “Solo agli immigrati”.

 

Era un sogno quello di monsignor Carlo Rocchetta, ovvero di ridare “vita” a tutti quei padri divorzionati, senza famiglia e senza un lavoro.

Da una speranza a tutti quei padri e mariti, che dopo la separazione sono costretti a fare la fame.

“Gente che potrebbe pure farla finita”, racconto il fondatore della Casa della tenerezza di Perugia. Il suo ultimo sermone è stato molto duro nei confronti del governo italiano.

E c’è un motivo: il don aveva trovato sei appartamenti in periferia della città umbra che andavano ristrutturati. Ha chiesto un aiuto allo Stato, ma gli è stato negato. Il motivo?

“Se avessimo chiesto il contributo per spazi di accoglienza per gli stranieri che richiedono asilo sarebbe stato accettato”. I migranti sì, i papà italiani no.

Su il Giornale leggiamo :

Il don aveva spiegato tutto in una omelia ai fedeli. E oggi ha ripetuto tutto ai giornali locali. “È una emergenza questa dei padri divorziati in difficoltà – spiega al Corriere dell’Umbria – così abbiamo richiesto un contributo statale (alla presidenza del Consiglio dei ministri nella procedura per l’8×1000) per mettere a posto 5-6 appartamenti. Nella domanda per la concessione, adesso faccio una sintesi, abbiamo spiegato che i soldi sarebbero serviti per ristrutturare strutture per rifugiati e altre situazioni indigenti.

Come questa appunto dei padri separati in seria difficoltà. La risposta è stata negativa”. Il motivo è quello noto. “Se avessimo chiesto il contributo per spazi di accoglienza per gli stranieri che richiedono asilo sarebbe stato accettato, la formula lo prevede. Noi abbiamo semplicemente detto la verità sull’utilizzo, sulla necessità. Come altrettanto chiara è stata la risposta”.

Duro il commento di Marco Squarta, consigliere regionale di FdI: “Assurdo! Viviamo in un paese che funziona al contrario! Il Vangelo non fa distinzioni nell’aiutare chi è in difficoltà. Questo Governo di sinistra, invece, sì: aiuta solo i profughi”.

E in una intervista a La Nazione, Rocchetta conferma: “Il nostro progetto è stato bocciato perché non destinato ai rifugiati, bensì ai padri separati in difficoltà”. La sovvenzione, infatti, “riguardava i rifugiati. Il contibuto quindi ci sarebbe stato concesso nel caso in cui avessimo utilizzato l’immobile per ospitare stranieri richiedenti protezione. Invece per i padri rimasti soli, senza neanche un tetto sotto il quale dormire, nessun aiuto pubblico”. Perché “il Vangelo non fa dinstinzioni”. E non preferisce i migranti ai disgraziati italiani.

Foto Credit: voxnews

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