Siria, è sfida USA-Russia. Trump: “Invieremo missili”. Mosca: “Risponderemo”

 

Gli Stati Uniti sono pronti a sferrare l’attacco in Siria e a punire il regime di Assad, reo secondo la Casa Bianca di usare armi chimiche contro il suo popolo. Al Pentagono si attende ormai solo l’ordine di Donald Trump, che intanto ha avvertito Mosca con una sorta di dichiarazione di guerra via Twitter: “La Russia si prepari, i nostri missili stanno arrivando, belli, nuovi e ‘intelligenti’!”. Immediata la risposta: “I missili li usino contro i terroristi”.

Putin schiera le navi e avverte: risponderemo. La Casa Bianca frena:nessuna decisione finale è stata presa. E il segretario di stato Pompeo sottolinea: la guerra è sempre l’ultima risorsa. Ma manda anche lui un avvertimento a Mosca: finiti gli anni di politica soft. La May invia intanto i sottomarini:un’azione militare potrebbe iniziare tra stasera e domani, secondo la stampa inglese. L’Onu chiede di “evitare che la situazione diventi incontrollabile”. Secco il commento di Matteo Salvini: “Missili e bombe non risolveranno nessun problema, anzi porteranno altra morte e disperazione”.

Intanto l’esercito del governo siriano ha preso il pieno controllo della città di Duma detenuta dal gruppo Jaysh al-Islam e ora l’intera Ghuta orientale è sotto il controllo delle forze governative. Lo ha detto il capo del centro russo per la riconciliazione delle parti in guerra in Siria Yuri Yevtushenko. “Si tratta di un evento storico nella storia della Siria”, ha dichiarato Yevtushenko. Lo riporta la Tass.

 

ilpopulista.it

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