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Anche Feltri contro Di Maio: ‘Un insulto ai nostri avi, personaggetto incolore, privo di spessore’
Se Sallusti non ha digerito il veto di Luigi Di Maio su Berlusconi, Vittorio Feltri l’ha vomitato.

Il giornalista nel suo editoriale di oggi per Libero ha rivolto i peggiori insulti al leader 5 Stelle perché non riesce a capacitarsi del fatto che “una terra tanto generosa e produttrice di autentici geni sia oggi in balìa di un ragazzotto senza arte né parte quale Luigi Di Maio”.

Dalle labbra di Di Maio, scrive il direttore di Libero, “pendono ora 60 milioni di connazionali, parecchi dei quali, completamente fuori di senno, lo hanno votato nelle ultime elezioni svoltesi il 4 marzo scorso”.

“Più che un mistero – prosegue – è una burla oppure la certificazione del fatto che gli italiani si sono collettivamente rimbambiti”.

Poi Feltri inizia con gli insulti:

Di Maio, scrive, è “un signor nessuno che non ha studiato con profitto (commette errori marchiani di grammatica e di geografia), non ha mai lavorato, si è fatto immeritatamente mantenere da mamma e papà, è salito sul podio e, tronfio e pettoruto, detta legge a destra e a manca con una sfacciataggine che rasenta l’impudicizia”.

E ancora:

“è un insulto ai nostri avi e ai contemporanei, che, per quanto stanchi di certi tribuni del popolazzo, non debbono subire un’ onta simile che li squalifica e li rende ridicoli, marionette prive di dignità oltre che di amor proprio.”

Ma non è finita qui.

Di Maio, si legge nell’articolo di Feltri è “un personaggetto incolore, privo di spessore, adatto sì e no a guidare il tram, altro che il Paese, trasforma la nostra politica in una pochade, un’ operetta da quattro soldi”.

Il fenomeno Luigino, secondo il dottor Feltri, “va studiato sottoposto ad esami clinici per capire perché egli abbia sedotto una folla di terroni e vari fessi settentrionali ex comunisti dall’ encefalogramma piatto”.

L’Italia secondo il giornalista è passata “dalla magnificenza di uomini illustri alla bassezza di nani inguardabili del tipo di Luigino La Qualunque va analizzata al microscopio”.

E poi il nostalgico Feltri chiede: “Ridateci Casini. Non ne abbiamo altri che ci rassicurino”.

FONTE: http://www.actionweb24.com

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