La vergogna dell’Inps con i soldi dei pensionati: regala il soggiorno alle terme ai soliti scrocconi

 

Nella Gestione degli interventi assistenziali dell’Inps, simpaticamente chiamata Gias, c’è di tutto: dagli interventi a sostegno della famiglia, agli sgravi contributivi, dalle coperture figurative agli assegni sociali, fino alle pensioni di invalidità e alla indennità di accompagno per i non autosufficienti.

Rientrano in questo enorme e confuso calderone tutte le spese che non sono coperte dai contributi dei lavoratori e devono, quindi, essere finanziate dalla totalità degli italiani attraverso il prelievo fiscale. Per consentire le elargizioni dell’Inps, infatti, ogni anno lo Stato versa all’Inps oltre 100 miliardi di euro.

Molti di questi soldi, tutti inspiegabilmente conteggiati dall’Istat (e di conseguenza da Eurostat) come spesa previdenziale, vanno a finire nei vari ammortizzatori sociali previsti dalla legge, altri vengono utilizzati per coprire i buchi delle varie gestioni in deficit e una bella fetta copre le spese per i vitalizi mensili di invalidi e indigenti. Quello che resta viene usato per mille scopi diversi, nessuno legato anche lontanamente al sistema pensionistico.

IL REGIO DECRETO
Tra questi ci sono le cure termali, di cui in apparenza l’Inps non avrebbe motivo di occuparsi. In realtà, il regio decreto n. 1827 del 4 ottobre 1935 ha individuato un’importante esigenza di prevenzione che l’istituto guidato da Tito Boeri non può e non vuole ignorare.

La prestazione delle cure balneo termali (Cbt), come si legge sul sito dell’Inps, è infatti erogata «con lo scopo di evitare, ritardare o rimuovere uno stato di invalidità». Condizione fisica che poi costringerebbe comunque l’Inps a sborsare denaro prelevato dalle tasche dei contribuenti. Ma perché aspettare quando i quattrini si possono buttare subito?

Il servizio, anche questo è difficile da spiegare, rientra nelle Prestazioni a sostegno del reddito (sempre a carico della gestione Gias). E può essere erogato una volta l’anno, per cinque volte nell’arco della vita. La durata prevista è di 12 giorni.

Malgrado il beneficio sia pagato dalla totalità dei contribuenti, non tutti possono ottenerlo. Il servizio è infatti rivolto ai lavoratori dipendenti iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago); ai lavoratori dipendenti Inps iscritti all’Ago; ai lavoratori autonomi che versano il contributo Ivs (invalidità, vecchiaia, superstiti); ai lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata; ai titolari di assegno non definitivo di invalidità; ai lavoratori socialmente utili. In altre parole, restano esclusi i pensionati e i dipendenti del pubblico impiego.

I FURBETTI
Per tutti gli altri basta presentare un certificato medico e inviare la richiesta. Poi, bisognerà superare un ulteriore controllo sanitario, introdotto dall’Inps per tentare di contenere l’assalto dei furbetti. Ma, considerando che tra le patologie ammesse ci sono quelle reumo-artropatiche e bronco-catarrali, superare l’esame non è difficile. Dopodiché, non resta che prenotare in una struttura accreditata e fare le valigie. Le cure sono a carico del servizio sanitario. L’albergo lo paga l’Inps. Il viaggio, almeno quello, è a carico del beneficiario. Per chi vuole cogliere al volo l’occasione, meglio affrettarsi. Il ciclo 2018 è partito in questi giorni. Buone vacanze.

di Sandro Iacometti

Libero

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