SVOLTA CLAMOROSA SUL PROSSIMO PREMIER. ECCO CHI E’ PRONTO A PRENDERE IL COMANDO

 

Salvini fa un passo indietro su Palazzo Chigi. E apre al reddito di cittadinanza. Di Maio più duro: “Siamo pronti a offrirgli i ministeri più importanti, ma faccio io il premier”. L’ipotesi di Mister X

“Io non posso e non intendo rinunciare a guidare il governo”, avrebbe detto nelle ultime ore il grillino. Un messaggio che è pronto a dire in faccia anche a Matteo Salvini. Già ieri, d’altra parte, il segretario del Carroccio aveva ribadito di essere “prontissimo” a fare il presidente del Consiglio, ma non a tutti i costi (“Non è o me o la morte”). Parole che potrebbero aprire spiragli su un passo di lato del leghista a favore di Di Maio pur di far partire il governo. Anche se resta in campo l’ipotesi di affidare Palazzo Chigi a una figura terza, un Mister X capace di fare la sintesi tra i due.
Secondo i ben informati, Salvini e Di Maio torneranno a sentirsi a breve, probabilmente anche a vedersi. Se così fosse sarebbe il loro primo faccia a faccia. Lelezione dei presidenti delle Camere ha segnato di sicuro un primo punto di contatto. Il fatto che tra i punti del programma Salvini abbia inserito anche uno dei cavalli di battaglia dei pentastellati, il reddito di cittadinanza, avrebbe contribuito ad avvicinare i due partiti. Le acque, però, non sono così tranquille. Tanto che, in una nota congiunta, i due presidenti in pectore dei deputati e dei senatori, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, sono andati a “stuzzicare” Forza Italia accusandola di non avere ben saldo nelle mani il timone dei gruppi.”Roberto Fico ha ottenuto 422 voti, pari a oltre i due terzi dei componenti dell’Aula. Sono mancati tuttavia circa una sessantina di voti rispetto ai numeri che ci sarebbero stati se tutte le forze del centrodestra avessero rispettato i patti come hanno fatto la Lega e Fratelli d’Italia”.

La partita è tutta aperta. E prima di dare alla luce il nuovo governo ne vedremmo di ogni. Ieri Salvini ha messo in chiaro che “si parte prima dal centrodestra” e che, in ogni caso, “nessuno si muove da solo””se c’è convergenza sul programma”. E tra i temi indica anche il reddito di cittadinanza. Ma la poltrona di Palazzo Chigi rischia di dividerli. Su un eventuale incarico a Di Maio Silvio Berlusconi è stato irremovibile (“Non può essere lui il premier”). Dal quartier generale pentastellato non esce nulla in chiaro, ma vengono lanciati i primi “pizzini”. “Siamo pronti a offrire (a Salvini, ndr) i ministeri più importanti”, spiegano i grillini alla Stampa. In cambio, Di Maio vorrebbe Palazzo Chigi: “O faccio io il premier o non se ne fa nulla”. In questo intricatissimo scenario non tramonta, tuttavia, l’ipotesi di affidare la presidenza del Consiglio a un “esterno” capace di coniugare i due partiti. Tra i nomi più gettonati c’è quello di Carlo Cottarelli. Ma anche questo è in forse. La strada da fare, insomma, è ancora molto lunga.

 

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