Come non pagare il canone RAI legalmente

 

Oggi Notizie Spericolate vi parla di un’altra odiosissima tassa, quella che impropriamente viene definita canone Rai ma che in realtà è una vera e propria tassa sul possesso di apparecchi atti a ricevere trasmissioni televisive (simile per principio e funzionamento al famigerato bollo auto). Questa definizione ampissima fa rientrare nel raggio d’azione della tassa non solo i normali televisori ma anche monitor per computer, videoregistratori, masterizzatori dvd e addirittura telefoni cellulari UMTS!

Insomma un vero e proprio salasso ogni anno, che tra l’altro ha mascherato da tassa statale quello che è un vero e proprio finanziamento involontario a scelte editoriali spesso discutibili e ad apparati lottizzati dal sistema politico, che nelle RAI ha da sempre trovato la valvola di sfogo ai peggiori nepotismi.

Il pagamento del canone RAI comunque è dovuta una sola volta per anno, indipendentemente dal numero degli apparecchi in casa, e indipendentemente dalle case possedute; ma attenzione nel caso in cui nella seconda casa abbia la residenza un vostro figlio o un vostro parente sarà tenuto il pagamento della tassa anche per quella abitazione, perché risulterebbe un nucleo familiare diverso.

Ma non pagare il canone RAI legalmente è possibile?

Per non pagare il “canone RAI” è possibile utilizzare la procedura della disdetta senza motivazione, cioè si devono pagare € 5,16 a mezzo vaglia postale alla Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 – SAT Sportello abbonamenti TV – che manderanno i propri incaricati ad insaccare e sigillare il televisore che l’utente dovrà’ mettere a loro disposizione e richiedere con una Raccomandata A/R la disdetta dell’abbonamento. In questo caso la Guardia di Finanza deve presentarsi a casa vostra, previo appuntamento concordato, e procedere alla suggellazione dell’apparecchio televisivo.

Ovviamente difficilmente la guardia di finanza si presenterà realmente a verificare la suggellazione ed inoltre potrebbero entrare solo con il vostro consenso, in quanto per entrare ed ispezionare la casa avrebbero bisogno del mandato di un magistrato che difficilmente si scomoderà per una cosa così banale (al momento non risultano casi di accessi forzosi per questo motivo).

ATTENZIONE AI “SOLLECITI” E AI PRESUNTI FUNZIONARI RAI

Dopo la suggellazione (ma a volte in automatico appena una famiglia si insedia in un appartamento) la Rai ci prova… iniziano ad inviare dei “solleciti” via posta ordinaria (niente raccomandata… chissà perché!) dove con tono minaccioso chiedono il pagamento della tassa. Pensate che molti solleciti arrivano anche a gente che è in regola con l’abbonamento… e questo vi fa capire che semplicemente sparano nel mucchio, sperando di spaventare qualche povero anziano che magari ripagherà pure!

Addirittura qualche tempo fa la RAI ha richiesto di accedere all’elenco abbonati di SKY per poter effettuare una vera e propria azione di stalking, richiesta bloccata dal Garante per la Privacy almeno provvisoriamente e da SKY stessa che ha opposto un netto rifiuto.

Inoltre girano per i palazzi dei “funzionari RAI” che chiedono di ispezionare l’appartamento per verificare la presenza di televisori… anche in questo caso potete tranquillamente LASCIARLI FUORI SENZA MOTIVAZIONE, non hanno nessun potere ispettivo e semplicemente vengono pagati a commissione per ogni abbonato procacciato!

Fonte: http://www.abbonamenti.rai.it

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