L’Austria pronta a violare gli accordi europei. Ai confini, 600 agenti in più contro i migranti!

 

Il nuovo governo austriaco, insediato da poco, ha già fatto parlare di sé. La prima volta, come riportato in questo articolo, la proposta era stata quella di dare la cittadinanza agli altoatesini. Erano seguite diverse polemiche.

Ora la proposta fa ancora discutere, ma anche riflettere. Infatti si tratta di una decisione volta alla protezione dei confini, specie con l’Italia. Nel mirino, l’ondata di stranieri irregolari che lasciano l’Italia per cercare fortuna altrove.

Il ministro dell’Interno Herbert Kickl ha reso noto che è stato dato ordine di costituire una nuova unità di guardia di frontiera, altri 600 agenti che possano essere schierati nel giro di poche ore per garantire la sicurezza dei valichi e i controlli d’identità“.

Si grida allo scandalo, alla rottura del patto di Schengen. Infatti tale accordo prevede la libera circolazione tra i Paesi membri. L’Italia e l’Austria ne fanno entrambe parte. Così facendo verrebbe meno questo principio.

Il ministro Kickl, nella sua intervista al Tiroler Tageszeitung, ha evitato di parlare di superamento di Schengen o di controllo sistematico dei confini austriaci, chiarendo che la nuova guardia di frontiera sarà una sorta di task force di polizia pronta a intervenire in caso di necessità“.

Il riferimento è ai fatti del 2015, quando al Brennero centinaia di migranti tentarono di entrare in territorio austriaco. Questi fatti – dice Kickl – “non si dovranno più ripetere“.

In scelte come questa appare evidente l’influenza della destra nazionalista al governo. Dal nostro punto di vista, un dispiegamento di forze simile è un segnale preoccupante: è come ribadire che quello migratorio deve rimanere un problema solo italiano.

D’altra parte, mettendoci nei panni dei cittadini austriaci, possiamo cogliere il lato positivo in ciò: la presenza di un governo che tutela i propri cittadini, anche a discapito del rispetto di accordi importanti.

Fonte: Il Giornale

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