Tutti i dubbi dei giudici Ue sull’incandidabilità di Berlusconi

 

“L’udienza è finita, la Corte deciderà. Le parti saranno avvisate”. Alle 11,30, dopo appena due ore e un quarto di udienza, Il presidente Angelika Nussberger mette la parola fine all’ultima battaglia di Silvio Berlusconi, quella davanti alla Corte europea dei diritti dell”Uomo.

La decisione, ormai è certo, arriverà solo tra molti mesi. Ma l’udienza di oggi ha dimostrato che non sono solo Silvio Berlusconi e i suoi legali ad avere dei dubbi sulla regolarità della estromissione del Cavaliere dal Senato nel 2013. A Strasburgo, dopo gli interventi del governo italiano e dei legali del leader di Forza Italia, prendono la parola i giudici, ai quali la procedura della Corte europea consente di porre domande e richieste di chIarimento. I giudici cui la presidente Nussberger dá la parola dImostrano di avere studiato a fondo la pratica. E alcune delle domande che rivolgono sollevano questioni che, se il governo italiano non saprà rispondere in modo convincente, rischiano di portare acqua al mulino di Berlusconi.

Comincia il giudice albanese Ledi Bianku, che raccoglie uno dei temi sollevati dalla difesa dell’ex premier: in cosa il caso di Augusto Minzolini era diverso da quello di Berlusconi? Perché il senatore azzurro, anche lui condannato, ha potuto restare in Senato? Il tema è quello della discrezionalità della decisione, e quindi della sua utilizzabilità a fini politici. Ma ancora più ficcanti sono le domande del giudice portoghese Paulo Pinto de Albuquerque. Perché, chiede, nella Giunta del Senato venne cambiato il relatore, che si era espresso contro la decadenza di Berlusconi? Perché in aula il voto è stato a scrutinio palese, se il regolamento prevede che nei caso che riguardano le persone si vada a scrutinio segreto? E qual è la differenza tra la ineleggibilità prevista dal codice penale e la incandidabilitá prevista dalla legge Severino? Perché una è considerata una pena e l’altra, che è più severa, secondo il governo italiano non lo è, e quindi può essere applicata retroattivamente? E soprattutto, perché contro la decadenza degli amministratori locali si può ricorrere alla magistratura e per quella dei parlamentari non c’è rimedio? “Domande intelligenti”, commenta uno dei legali del Cavaliere, Edward Fitzgerald. Le risposte di Maria Giulia Civinini, avvocato del governo italiano, arrivano dopo venti minuti:sul tema che appare cruciale, quello del caso Minzolini, dice che lî c’era il fumus persecutionis. “E perché- sorridono nello staff di Berlusconi- nel nostro no?”

 

Fonte:  http://www.ilgiornale.it/

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